domenica 8 gennaio 2012

La forma è un mare

La forma è un'onda, che si forma e si  infrange e si riforma, sequenza dopo sequenza.

La forma in gruppo è un mare: onde, ondoline, cavalloni, onde anomale, tutte sollevate dal medesimo vento e innervate dalla stessa corrente profonda, ma ognuna con la sua individualità' che ne determina la forma :) di quel particolare momento. Onde più vecchie e onde più giovani, incerte della direzione, che lasciandosi trascinare immettono la loro energia nel flusso comune rendendolo più forte, per tutte, vecchie e nuove. 
Quando succede  il mare non è solo la somma delle sue onde...

venerdì 9 dicembre 2011

Chi kung sei

   Chi kung sei, cuore, fuoco, circoscritto perchè  non si disperda, centro della nostra bolla, del nostro spazio che confina con lo spazio altrui, punto di contatto con l'altro.
Due cerchi intersecandosi identificano uno spazio comune, sempre più grande man mano che ci si avvicina; a volte arrivano a sovrapporsi, al centro i due cuori uniti in uno solo.
Se invece voglio mantenere lo spazio intorno a me le braccia in chi kung sei lo riespandono in tutte le direzioni.
Il cerchio delle braccia  allargandosi porta con sè quello più interno delle coste nella gabbia toracica, fa spazio anche dentro...

Le braccia incrociate sul petto invece, in posizione di difesa, spesso inconsapevole, chiudono non solo cuore, ma anche gola, arrotondando le spalle, plesso e arrivano a premere indirettamente sul tantien. Rimane fuori solo la testa, da sola...

domenica 20 novembre 2011

Spada, sciabola, I kung, Chi kung


   Abbiamo visto a lezione che il chi kung è tridimensionale, rispetto all'i kung che è bidimensionale.
Pensavo a come questo si applica alla spada, i kung, che taglia lo spazio (la realtà?) in piani,  e che quando penetra di punta, tagliando enne piani, quindi spazio, lo fa in un unico punto, perdendo l'altra dimensione.

La sciabola è chi kung, tridimensionale, la lama ricurva taglia lo spazio in modo diverso, ma soprattutto quando rotea sulla testa  o accompagna i giri, circoscrive uno spazio, il mio spazio.
L'altra sera  avevo la sensazione che nel girare l'interno della lama accarezzasse l'esterno del mio spazio, della mia bolla di energia. La sciabola muove fuoco e lo circoscrive, come nel chi kung 6, altrimenti si espande/disperde. E disegnando  questo spazio lo ripulisce, toglie le sbavature.  
E'  una specie di cerchio magico, netto ma permeabile. E, nello stesso tempo, la lama arrotondata, all'esterno apre la strada  alla bolla  che si appoggia al suo interno, le permette di espandersi  

mercoledì 26 ottobre 2011

Ancora chi kung quattro, la stretta di mano


Quando diamo la mano a qualcuno il movimento è in avanti ma verso il basso (se è troppo alta respinge), sempre chi kung quattro, yang. Chi la prende è più orientato in chi kung due, yin, anche se questo non è scontato e si modula nell'interazione.
 La stretta può essere più o meno molle, dura, piacevolmente "piena", a seconda di quanta energia c'è e viene lasciata circolare, "essendoci"  senza sovrastare o sparire.
Anche un bacio amichevole sulle guance ha un'altra intensità se ci si stringe contemporaneamente la mano.
Siamo abituati a considerare la stretta di mano un gesto quasi convenzionale, ma è un gesto "forte", che mette in comunicazione sacro e tantien di due persone, comunque la nostra parte più istintiva. Se poi ci aggiungiamo lo sguardo diretto, gli occhi negli occhi, lo scambio di energia aumenta. Una specie di orbita microcosmica condivisa... e tutto con una stretta di mano...

martedì 18 ottobre 2011

Chi Kung quattro


Il tai chi è speciale.  

Un pomeriggio passi un'ora a ripensare a cose  che hai cercato nella tua  vita,  mirando accuratamente, sempre  abbastanza  in  alto ma senza il  coraggio di scoccare la freccia, lasciarla andare, guardarla arrivare; tirare con quella piccola sciatteria finale, quel micro spostamento che ti fa finire sul premio di consolazione. Non sei una scarpa, qualcosa vinci comunque..
                                                                                  
e poi zac!  il tai chi, non ti viene una posizione di chi kung, il 4,  cosa c'entra con il tuo blocco (la gola)... Il chi kung quattro  corrisponde al trigramma "tuono",        il terremoto che scuote dalle fondamenta, il movimento che sale dal basso, il sacro, l'elsa di quella spada che è la nostra colonna, lasciare andare l'energia che preme per uscire, indirizzarla ma lasciarla fluire
Mi piace questa posizione, è potente, la sento bene, si... ma da sola. Se c'è l'altro non posso provarci, mi sembra di barare, non posso lasciare andare... e se dentro poi non c'è nulla?  non ho nemmeno cercato di tendere l'arco per bene e guardavo da un'altra parte...
Ma che balle!  il tuono è lì, lo so, e le poche volte che qualcuno o qualcosa mi fa perdere l'equilibrio e salta il sistema di contenzione e mio malgrado, senza permesso, questa energia sale, non ho bisogno di vedermi per sapere che mi si accende la faccia e mi si apre un sorriso vero

sabato 17 settembre 2011

Anche Mago Merlino aveva un maestro :)

                                                                                                 
Left and right,                                                                     
Like day and night,
That's what makes the world go

round,
In and out,                                                                       
Thin and stout,                                                   

That's what makes the world go
 round,

For every up there is a down,
For every square there is a round,
For every high there is a low,
For every to there is a fro...
To and fro,
Stop and go,
That's what makes the world go round 

(La Spada nella roccia - W. Disney - 1963)




Up and down, forward and backward, left and right,
It's all the same.
All of this is done with the Yi,
Not externally.
......................
If there is a top, there is a bottom;
If there is a front, there is a back;
If there is a left, there is a right
  
(Trattato di Tai Chi Chuan - Chang San-Feng - 
XIII ° secolo)

martedì 6 settembre 2011

La forma al contrario


Ieri sera a lezione  forma al contrario, iniziando verso sinistra e all'indietro.


La prima situazione non era una novità. Avevo già provato: la mia sensazione era quella della mente che disegna con fatica un percorso speculare sull'altro lato che il corpo, sempre con fatica, cerca di seguire.


Tutt'altra sensazione eseguendo la forma all'indietro, soprattutto alternando sequenze in avanti e all'indietro, di durata variabile, seguendo il maestro che inanellava movimenti in modo imprevedibile.

 A parte il primo momento, spiazzante, la sensazione era bellissima: mi sentivo una sfera pesante (un peso giusto, non troppo ma abbastanza da sentirne l'abbrivio) che rotolava avanti e indietro; seguivo senza sapere o cercare di indovinare quello che sarebbe venuto, arrivando in fondo al movimento su  un crinale dal quale potevo lasciarmi andare in avanti o all'indietro a seconda delle volte (senza essere già pronta a "proseguire" come mi succede nella forma, anche se si dovrebbe essere pronti per ogni direzione, compresa quella dell'immobilità). E a differenza del primo caso, in cui la mente ricostruiva l'itinerario sull'altro lato, qui avevo la sensazione che  fosse il corpo a scivolare all'indietro sul sentiero appena percorso; il  lungo, elastico filo dei movimenti si srotolava e riarrotolava.
A dire il vero questi erano solo dei  momenti; in molti altri  mi fermavo senza sapere dov'ero (e lì rientrava la testa); da fuori il risultato doveva essere quanto meno sconcertante a vedersi, ma i momenti "buoni" valevano il viaggio :)