venerdì 14 settembre 2012
...jazz...
Il jazzista Enrico Intra dice che preferisce non parlare di improvvisazione ma di composizione estemporanea: qualcosa che nasce/facciamo nascere in quel momento, vale per quel momento e poi si perde. E' l'essenza del non trattenere, del non attaccamento, e si adatta benissimo alla vita. Troppo spesso si compone per cristallizzare e dato che intorno tutto cambia e si muove, la spesa energetica per mantenere le cose invariate nel tempo, oltre che senza speranza, è altissima, prosciugante e va ha scapito di nuove "composizioni"...
martedì 28 agosto 2012
La gentilezza
La gentilezza delle parole crea fiducia.
La gentilezza dei pensieri crea profondita'.
La gentilezza del donare crea amore.
(Lao Tzu)
giovedì 8 marzo 2012
Repetition
Repetition is not monotonous; it simply does not exist. "I love you more thad yesterday, and much less than tomorrow." One cannot bathe twice in the same river; if they are alive, two gestures can never be exactly alike even if they succeed each other in the blink of an eye.
(Catherine David - The Beauty of Gesture. The Invisible Keyboard of Piano and Tai Chi)
martedì 28 febbraio 2012
La forma con il bastone
Pensavo a cosa rende particolare la forma con il bastone: prima mi è arrivato che è bassa, sento salire il movimento da terra attraverso i piedi; è possente, primitiva, naturale: il bastone è già quasi pronto in natura, un ramo diritto, un po' ripulito; e' teatrale, da animale che nella lotta si presenta nella prospettiva che lo fa apparire più grosso (come il gatto che ti minaccia mettendosi di tre quarti).
Poi è arrivata la simmetricità di certe posizioni: non solo sinistra/destra ma anche alto/ basso: gambe larghe e piegate, mani di fianco alle spalle

Mi e' venuto in mente che è un uomo vitruviano di Leonardo con le braccia e le gambe raccolte invece che distese. E guarda caso il centro geometrico di quest'uomo è il plesso.
Il bastone/elemento legno corrisponde al plesso, ha il baricentro in posizione centrale, al contrario della spada e questo condiziona una diversa percezione del tuo centro.
Mi fa sentire una specie di stella pesante...
Poi è arrivata la simmetricità di certe posizioni: non solo sinistra/destra ma anche alto/ basso: gambe larghe e piegate, mani di fianco alle spalle

Mi e' venuto in mente che è un uomo vitruviano di Leonardo con le braccia e le gambe raccolte invece che distese. E guarda caso il centro geometrico di quest'uomo è il plesso.
Il bastone/elemento legno corrisponde al plesso, ha il baricentro in posizione centrale, al contrario della spada e questo condiziona una diversa percezione del tuo centro.
Mi fa sentire una specie di stella pesante...
mercoledì 25 gennaio 2012
Draghi e draghi...
Pensavo ai draghi nella forma: cambiano colore, nero, blu, cremisi...
Il drago nella cultura cinese è un essere giocoso, mutevole e inafferrabile, appare e scompare con estrema facilità, come è reso benissimo dai nove draghi di Chen Rong, pittore cinese del XIII° secolo (http://www.mfa.org/collections/object/nine-dragons-28526)
E' il fantastico, l'irrazionale, l'inconscio, una forza vitale primitiva che fluisce sotterranea per irrompere a tratti in superficie con la sua forza scardinante che abbiamo imparato negli anni a temere e a cercare di controllare e reprimere. E a questa esplosiva leggerezza si contrappone allora la pesantezza dei draghi della nostra tradizione cristiana, incarnazioni del Maligno, spesso raffigurati nell'atto di divorare fanciulle vergini che vengono salvate dal santo di turno. La lancia tiene ben distanti drago e cavaliere.
Ben altro posto hanno i draghi nel drappo funebre di Mawangdui (dinastia Han, 206 a.C - 6 d.C.) in una insolita raffigurazione yin e yang (di solito il drago è considerato yang): si avvicinano, si uniscono in un momento perfetto, sottolineato dal cerchio centrale, per poi allontanarsi, le code che arrivano fino alla fine del drappo (che qui non è visibile). I draghi circoscrivono la scena, le danno forza
Questo è l'anno cinese del drago d'acqua: seguiamolo con rispetto e senza paura nella sua sinuosa, fluida danza fra interno ed esterno, conscio e inconscio, fantastico e reale:
la perla che il drago ci mostra per un istante, il tempo di coglierne il riflesso, rappresenta,
a seconda delle interpretazioni, la saggezza, il terzo occhio, il tao...
E' il fantastico, l'irrazionale, l'inconscio, una forza vitale primitiva che fluisce sotterranea per irrompere a tratti in superficie con la sua forza scardinante che abbiamo imparato negli anni a temere e a cercare di controllare e reprimere. E a questa esplosiva leggerezza si contrappone allora la pesantezza dei draghi della nostra tradizione cristiana, incarnazioni del Maligno, spesso raffigurati nell'atto di divorare fanciulle vergini che vengono salvate dal santo di turno. La lancia tiene ben distanti drago e cavaliere.
Non si gioca con questi draghi, è una lotta all'ultimo sangue in cui il drago va sopraffatto: dobbiamo diventare grandi, in tutti i sensi per tenerlo sotto controllo, soprattutto quando la lancia si spezza e la distanza si accorcia. Basta guardare quanto piccoli sono diventati i draghi e quanto grandi e soverchianti i santi vincitori in questi due dipinti di Raffaello
Ben altro posto hanno i draghi nel drappo funebre di Mawangdui (dinastia Han, 206 a.C - 6 d.C.) in una insolita raffigurazione yin e yang (di solito il drago è considerato yang): si avvicinano, si uniscono in un momento perfetto, sottolineato dal cerchio centrale, per poi allontanarsi, le code che arrivano fino alla fine del drappo (che qui non è visibile). I draghi circoscrivono la scena, le danno forza
Questo è l'anno cinese del drago d'acqua: seguiamolo con rispetto e senza paura nella sua sinuosa, fluida danza fra interno ed esterno, conscio e inconscio, fantastico e reale:
la perla che il drago ci mostra per un istante, il tempo di coglierne il riflesso, rappresenta,
a seconda delle interpretazioni, la saggezza, il terzo occhio, il tao...
domenica 8 gennaio 2012
La forma è un mare
La forma è un'onda, che si forma e si infrange e si riforma, sequenza dopo sequenza.
La forma in gruppo è un mare: onde, ondoline, cavalloni, onde anomale, tutte sollevate dal medesimo vento e innervate dalla stessa corrente profonda, ma ognuna con la sua individualità' che ne determina la forma :) di quel particolare momento. Onde più vecchie e onde più giovani, incerte della direzione, che lasciandosi trascinare immettono la loro energia nel flusso comune rendendolo più forte, per tutte, vecchie e nuove.
Quando succede il mare non è solo la somma delle sue onde...
La forma in gruppo è un mare: onde, ondoline, cavalloni, onde anomale, tutte sollevate dal medesimo vento e innervate dalla stessa corrente profonda, ma ognuna con la sua individualità' che ne determina la forma :) di quel particolare momento. Onde più vecchie e onde più giovani, incerte della direzione, che lasciandosi trascinare immettono la loro energia nel flusso comune rendendolo più forte, per tutte, vecchie e nuove.
Quando succede il mare non è solo la somma delle sue onde...
venerdì 9 dicembre 2011
Chi kung sei
Chi kung sei, cuore, fuoco, circoscritto perchè non si disperda, centro della nostra bolla, del nostro spazio che confina con lo spazio altrui, punto di contatto con l'altro.
Due cerchi intersecandosi identificano uno spazio comune, sempre più grande man mano che ci si avvicina; a volte arrivano a sovrapporsi, al centro i due cuori uniti in uno solo.
Se invece voglio mantenere lo spazio intorno a me le braccia in chi kung sei lo riespandono in tutte le direzioni.
Il cerchio delle braccia allargandosi porta con sè quello più interno delle coste nella gabbia toracica, fa spazio anche dentro...
Le braccia incrociate sul petto invece, in posizione di difesa, spesso inconsapevole, chiudono non solo cuore, ma anche gola, arrotondando le spalle, plesso e arrivano a premere indirettamente sul tantien. Rimane fuori solo la testa, da sola...
Due cerchi intersecandosi identificano uno spazio comune, sempre più grande man mano che ci si avvicina; a volte arrivano a sovrapporsi, al centro i due cuori uniti in uno solo.
Se invece voglio mantenere lo spazio intorno a me le braccia in chi kung sei lo riespandono in tutte le direzioni.
Il cerchio delle braccia allargandosi porta con sè quello più interno delle coste nella gabbia toracica, fa spazio anche dentro...
Le braccia incrociate sul petto invece, in posizione di difesa, spesso inconsapevole, chiudono non solo cuore, ma anche gola, arrotondando le spalle, plesso e arrivano a premere indirettamente sul tantien. Rimane fuori solo la testa, da sola...
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